
Imparo ad aspettare ... e ragiono sul fatto che aspettare seduti ed essere pronti è impossibile. // I learn to wait...and think: wait sitting and be ready is impossible.
Ogni esperienza essenziale della nostra vita si realizza per il fatto che c'è qualcuno con noi.
"Quel che importa non è come assicurarsi l'approvazione dello spettatore, ma accettarsi... Il nostro coraggio di scoprirci, di svelarci, ha un'altra difficoltà da superare, causata dagli occhi di uno sconosciuto. Non è sufficiente compiere ciò che ci rivela; si deve fare di più: compierlo, per quanto possibile, in piena luce, non furtivamente, ma apertamente. Non nascondersi significa semplicemente essere interi, allora la nostra esperienza e la nostra vita si aprono..." 1972 Jerzy Grotowski
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Edoardo Sanguineti Poeta, professore universitario, autore di testi teatrali, saggista, intellettuale: Sanguineti è certo una delle figure più interessanti del panorama culturale italiano. Questi sono quattro suoi haiku tratti dalla raccolta poetica Corollario (1997). 2. |
Decroux Etienne (Parigi 1898-1991), attore, studioso e rinnovatore del mimo francese. Formatosi presso la scuola del Vieux-Colombier di Jacques Copeau, mise in scena il suo primo mimodramma, La vie primitive, nel 1931; lavorò anche nel cinema, interpretando Amanti perduti (1945) di Marcel Carné accanto a Jean-Louis Barrault, suo partner in molti spettacoli. Artista rigoroso, Decroux s'impegnò a fondo per creare una nuova forma di mimo, del tutto autonoma dagli altri generi teatrali, senza alcuna pretesa di realismo e basata esclusivamente sull'espressività del corpo. Nel 1940 fondò una scuola in cui insegnava agli allievi le tecniche fondamentali del mimo e gli esercizi per ottenere la necessaria preparazione fisica. Il suo lavoro ha inciso profondamente sull'arte teatrale del Novecento, ispirando tra gli altri Marcel Marceau ed Eugenio Barba.
Mi son piaciuti la statua e gli alberi a voi?

IMPROVVISAZIONE....
"Nell' ambito del teatro contemporaneo di ricerca il rifiuto del testo drammatico o di una sua passiva accettazione, dell' imitazione di modelli prestabiliti e di forme tradizionali aveva reso l'improvvisazione il fulcro del processo creativo dell'attore e dello spettacolo. Nascevano così il mito dell'improvvisazione ( a volte schermo per nascondere l'ignoranza del passato), l'atteggiamento fideistico verso il training, il caos spacciato per la spontaneità. L'errata interpretazione romantica della Commedia dell'Arte, come qualcosa di imprevisto ed irripetibile, inventato sul momento, sta all'origine della visione distorta dell'improvvisazione: in realtà i comici italiani usavano una tecnica individuale che organizzava il proprio sapere drammaturgico e corporeo variando consapevolmente i temi. Nel teatro Occidentale non esiste uno spartito per l'attore, eccetto il metodo Laban per la notazione della danza, nè un codice preciso alla base del lavoro da compiere in scena; al contrario esso è codificato in modo preciso e rigido nei teatri orientali e l'improvvisazione interviene solo alla fine del processo creativo , non all'inizio. L'imitazione del maestro per lunghi anni porta ad una padronanza del modello tale da permettere poi variazioni ed arrichimenti...."
da " Una categoria della cultura teatrale occidentale-l 'improvvsazine- a confronto con alcune pratiche dell'attore orientale", Nicola Savarese in Teatro Oriente/Occidente a cura di A. Ottai, Bulzoni 1986, Roma.
Mi sembrano osservazioni importanti tali da meritare attenzione...le sottolineature sono le mie...Vera
ORDINE DEL GIORNO: TROVARE IL TEMPO.
"Tutti gli uomini, in tutte le epoche, e ancora oggi, si dividono in schiavi e liberi; perche' chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statale, studioso."
(Friedrich Nietzsche )
Ed ora un montaggio video per omaggiare ancora una volta la memoria di tale diva di notevole espressività e (pare) di carattere irascibile.....scusate se insito ma...