
The opening scene of Dido and Aeneas at Sadler's Wells. Photograph: David Levene
I corpi si svuotano del loro peso divenendo eterei e capaci di volare gli uni sugli altri, ma pur intensamente vivi e parlanti. Il Teatrodanza di Sasha Waltz è fatto di una precisa struttura drammaturgica, curata da Jochen Sandig e Yoreme Waltz, che si serve di immagini di grande effetto. Strumenti principali sono i corpi degli straordinari danzatori provenienti da tutto il mondo che fanno parte della compagnia. Ognuno di loro viene da uno Stato diverso, dal Sudamerica, all’Asia, all’Europa, riescono a rappresentare quasi tutti i continenti. Tutti accomunati da una straordinaria tecnica che permette loro di eseguire con estrema naturalezza movimenti spettacolari. In una delle scene più impressionanti un ballerino rotola letteralmente sul corpo del suo partner, arrivando a volteggiare sul suo capo senza mai utilizzare le braccia e le mani, semplicemente flettendosi con il ventre e ruotando intorno al busto dell’altro come un serpente sul tronco di un albero. Ma qui il fisico sembra sparire, al suo posto rimangono le storie e le idee, scaturite dalla creatività di questa compagnia dove ogni ballerino figura anche come coreografo e dove la forma si fa mero strumento del suo ricercato contenuto. Estratti da: "La danza dove il corpo sparisce" di Gherardo Vitali Rosati. Info: http://www.sashawaltz.de/a01.php

Mi aiuta pensare che le azioni abbiano delle conseguenze:
anche quando tutto sembra immobile,
so che ho agito e che qualcosa succederà...


(1872-1966) at the Arena Goldoni, with a model stage, 1912. (Craig-Lees Collection, Harvard Theatre Collection).
Edward Gordon Craig
Edward Henry Gordon Craig - meglio conosciuto come Gordon Craig - (Stevenage, 16 gennaio 1872 – Vence, 29 luglio 1966) è stato un attore teatrale, scenografo, regista teatrale, nonché produttore. Analizzare il lavoro di Edward Gordon Craig è come esaminare la natura del teatro stesso. Fu attore, scenografo, regista, critico teatrale e teorico. Craig fu tra i primi ad asserire che il regista era ‘il vero artista del teatro'. Craig progettò e costruì elaborate scene simboliche. La sua famosa scenografia composta da «schermi» astratti per l'Amleto, a Mosca, anche se si rivelò poco pratica e necessitò di aggiustamenti tecnici, provocò un grande effetto sul pubblico. Fu anche editore e caporedattore della prima rivista internazionale di teatro, il Mask magazine.

Per Craig:
«L'artista (o la Supermarionetta) è l'attore che si preoccupa di ricordare nei dettagli,
e di ripetere sempre uguale, il proprio percorso fisico e verbale.
È l'attore capace, così, di creare un materiale paradossalmente solido, su cui il regista, quando ci sarà, potrà lavorare.
L'attore non artista, per Craig, è quello che invece accentua l'inevitabile instabilità dell'arte dell'attore,
anche se questo lo porta ad un'eccellenza che può superare i limiti del teatro e confondersi con la genialità» (Schino 2001, p. 71)
L' idea della Supermarionetta che è sembrata una presa di posizione estrema del regista contro gli attori è in realtà il tentativo di trasformare la materia instabile di cui è fatto il teatro in una forma controllabile e solida, su cui lavorare per poter fare del teatro una forma d'arte matura.
Foto tratte dall'ultimo spettacolo "Hey Girl" della Societas Raffaello Sanzio che arriverà a Roma nel maggio 2008 al Teatro Valle. Un'informazione anticipata per chi li stesse già aspettando. Se ad agosto 2007 vi trovate invece nel nord, precisamente a Trento, vi aspettano al festival di Dro: http://www.drodesera.it


Se nessuna delle opzioni presentate fa al caso vostro, avete ancora un'opportunità! Potete ripercorre la "Tragedia Endogonidia" in un cofanetto speciale composto da tre dvd :
http://www.rarovideo.com/moduli/rarovideo/schedaFilm.asp?ItemId=18920
Romeo Castellucci, artista di teatro, regista della Socìetas Raffaello Sanzio, è autore di questa gigantesca ricapitolazione del tragico, vissuta e patita nell’attualità e sotto una pressione allucinata del futuro. Un lungo viaggio nelle principali città dell’Europa, che diventano, insieme, oggetto e scopo del dramma. Una foresta di materie mute, segni precisi e insieme imperscrutabili, volti, che conducono alle estremità dello spettro dei colori e dei suoni. Un’opera sostenuta dalla cura drammatica di Chiara Guidi, e sorta da uno slancio collettivo di magica efficacia e intensità. Idee e sensazioni, raccolte qui dagli artisti video Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti e dal compositore Scott Gibbons. Un’opera che rimarrà nella storia del teatro, presentata, qui, nella suggestione di un’interpretazione cinematografica.
Buona visione....

Personaggio affascinante e complesso, Marie Lonise Fuller, nata nel 1862 nell'Illinois e', assieme alla Duncan e a Ruth St. Denis, una radicale innovatrice nell' arte delIa danza.
Entro' giovanissima nel mondo dello spettacolo, sperimentandone i vari settori. Dedicatasi alla danza, invento' quella che chiamo' la "Serpentine Dance", espressa mediante le pieghe vorticanti e cangianti degli ampi drappeggi di seta che l'avvolgevano.
Quell ' affascinante turbinìo era sostenuto e per cosi' dire scolpito, da speciali, e del tutto nuovi, effetti luminosi, che sfruttavano le possibilita' della luce elettrica da poco inventata.
Dopo la presentazione della 'Serpentine Dance' a New York nel 1892, la Fuller trasferi' il suo spettacolo a Parigi, dove la danzatrice parve incarnare l'ideale estetico dell'Art Nonveau per molti artisti. Ben presto la Fuller divenne la regina delle Folies Bergères con la sua "Fire Dance", che sfruttava un gioco di luci proveniente da sotto una lastra di vetro sul pavimento, sulla quale danzava. Fondo' una sua scuola e porto' la sua compagnia di danza (di cui fece parte anche la Duncan) in tours in varie citta' europee. Con la sua esperienza di coreografa realizzo' innumerevoli spettacoli, ma soprattutto fu la sua capacita' di creare effetti ottici stupefacenti e innovativi, illusioni scenografiche impensate - anche mediante l'uso di materiale fosforescente e di silhouettes - che apri' la strada alle soluzioni ed alle tecniche piu' avanzate dell'arte scenica. Questa "Dea della Luce", come fu chiamata, ritratta da Rodin e da Toulouse Lautrec, idealizzata dai poeti simbolisti, amica dei due Curie e della Regina Maria di Romania, Musa dell' Art Nonveau, dimostro' di essere anche un'abile ed esperta donna d'affari e di essere provvista di una cultura eclettica che le permetteva di scrivere libri ( "Quinze ans de ma vie", con introduzione di Anatole France, fu pubblicato nel 1908 ), pezzi teatrali e soggetti, nonche' di fondare due musei d'arte, di realizzarsi anche con la pittura e la scultura e di esibire una cultura filosofica espressa con un linguaggio forbito.
Per quanto riguarda la vita affettiva della Fuller - nota come donna bellissima - sappiamo dalla Duncan come fosse attorniata dalle attenzioni appassionate delle sue danzatrici. Erano noti i suoi numerosi flirt con varie donne. Col tempo le esibizioni teatrali della bella Loie si fecero sempre piu' rade, fino all'ultima nel 1927. Loie Fuller mori' nel 1928 a Parigi.
Tratto da www.wikipedia.org
Peccato, mi avrebbe fatto piacere assistere ad un suo spettacolo....sono arrivata troppo tardi.

Harry C. Ellis “Loie Fuller practicing at home in front of a Mucha playbill, Passy”, c. 1910